Rifugio Barbellino e Giro dei Laghi in “Spedizione Punitiva”

Lo splendido Giro dei Laghi (o Sentiero 308), oltre ad essere un percorso favoloso e dai panorami mozzafiato, è stato il primo a essere ribattezzato, da me e dai miei compagni di trekking, come “Spedizione Punitiva“. Non fraintendete; le ragioni di questo appellativo hanno radici simboliche e profonde, non riferendosi per nulla alla difficoltà del percorso.

Scherzosamente, infatti, ci piace affrontare il trekking e la fatica che ne deriva come se fosse un’autentica punizione per cose che, nella vita di tutti i giorni, abbiamo fatto, non abbiamo fatto o che faremo (eh sì, vale anche la punizione preventiva!). Ognuno, prima o poi, sente il bisogno di essere simbolicamente punito e al tempo stesso curato, affidando il proprio corpo e la propria mente alla natura e al cammino. Le motivazioni possono essere infinite e tutte valide:

– “ho tradito la mia ragazza…”
– “accidenti, non ho tradito la mia ragazza…”
– “l’amore della mia vita ha deciso di andare a convivere…. con un altro!”
– “mi sono scadute le uova e non me ne sono accorto…”
– “non ho mai visto il film Ritorno al Futuro…” (in questo caso il trek dovrebbe essere affrontato con il cilicio alla coscia).

Detto questo, ormai un anno e mezzo fa, io e tre amici decidiamo di passare un weekend nel cuore delle Orobie, liberi da pensieri, inquinamento e noie quotidiane.

Rifugio Barbellino e Giro dei Laghi - Lago Gelt

Rifugio Barbellino e Giro dei Laghi – Lago Gelt

 

Sabato 27 Settembre 2014
Partenza: Valbondione (BG) – 900 m
Arrivo: Rifugio Barbellino – 2130 m
Durata: circa 3:30 ore

Il sole è alto e scalda (anche troppo) la giornata. Alle 11:00, dopo una veloce colazione, lasciamo l’auto presso il Palazzetto dello Sport di Valbondione e ci incamminiamo lungo il Sentiero 305 verso il Rifugio Curò. La mulattiera, molto agevole anche se a tratti un pochino ripida, attraversa per buona parte una bellissima zona boscosa per lasciare spazio, in fase di arrivo, a una spettacolare ed ampia cengia fino al rifugio (a quota 1915 m). Appena fuori dal bosco è possibile rimanere sulla mulattiera, facendo un giro più lungo ma meno faticoso, o intraprendere un taglio che porta dritti alla fine della cengia. Purtroppo, non so dire quanto sia il dislivello del taglio, né quanto si possa risparmiare in termini di tempo; posso solo dire che sembrava molto ripido ma fattibile (a occhio, 200 m).

Dopo una breve pausa pranzo, lungo le fresche rive del laghetto nei pressi del rifugio, ci incamminiamo nuovamente lungo la mulattiera che prosegue verso il Rifugio Barbellino. Il sentiero, a questo punto, si fa molto più leggero poichè il dislivello fra i due rifugi è solo di 200 m circa (percorribili in un’ora al massimo). Durante il percorso, veniamo a conoscenza di una grande festa di fine stagione presso il Barbellino, con cenone, tombolata a premi e vin brulé! Ancora una volta, le nostre menti e i nostri corpi saranno costretti a rimandare la punizione, unendosi (a malincuore?!) ai festeggiamenti… ci è toccato… rifiutare sarebbe stato maleducato, no?

Giunti finalmente al rifugio, c’è giusto il tempo per una doccia e per un giro intorno al laghetto prima di cena. Ci viene assegnata la camera “Strinato”, non per le facce con le quali ci siamo presentati ma in onore del Monte che si erge esattamente di fronte alla nostra finestra. La cena è ottima e abbondante e dopo qualche bicchiere di vino partono i primi canti degli Alpini.
Gli animi si scaldano e la tensione cresce con l’inizio della Tombolata, annaffiata abbondantemente con dell’altro Vin Brulé. I premi sono tanti e alcuni di ottima qualità: ricordo articoli sportivi, indumenti vari, una torcia (vinta da uno dei miei amici) e un mare di cappellini.
La fortuna sembra sorridermi quando urlo a squarciagola “CINQUINA!”, ma subito la felicità si dissolve quando scopro di dover fare lo spareggio con un altro vincitore.
Premio in palio: un gran bel paio di Cuffie (credo fossero pure di una buona marca).
Chi pesca il numero più alto vince…
Sono carico!
Pesco il numero 2….
La fine di un sogno…

La gioia e l’entusiasmo ritornano ai massimi livelli quando uno dei miei amici vince il premio più ambito! Il più ricercato! Il più PUNITIVO! Un grandissimo e pesantissimo vassoio in metallo (peso stimato 2 kg). Un giusto fardello da portare sulle spalle, il giorno seguente, per compensare i festeggiamenti portati avanti fino a tarda notte. Ad accentuare la punizione, il boato del salone al momento della premiazione: un mix di insulti umilianti e canti trionfali per celebrare la vittoria… e via un altro brindisi!

Da segnalare il meraviglioso cielo stellato che solo in alta montagna, lontano da luci artificiali, è possibile ammirare. Portatevi una torcia perché il lago non si vede fino a quando non ci siete dentro (e finire in un lago a 2000 m di notte non credo sia il massimo).

Domenica 28 Settembre 2014
Partenza: Rifugio Barbellino – 2130 m
Percorso Giro dei Laghi: Passo Caronella 2612 m – Colletto del Gelt 2730 m – Lago Gelt – Lago Malgina
Arrivo: Valbondione – 900 m
Durata: circa 5:30 ore (compreso ritorno a Valbondione)

L’indomani, dopo una buona colazione, iniziamo il Giro dei Laghi lungo il Sentiero 308. La giornata è ancora fantastica e il cammino inizia costeggiando il lago dietro al Barbellino. Il sentiero prosegue in costante salita su un pendio erboso fino ad arrivare al Passo Caronella (in circa un’ora), dove si può godere di un’ottima vista sul fondovalle Valtellinese. Dal passo, s’inerpica una ripida salita rocciosa (il tratto più faticoso del giro) che porta sul Colletto del Gelt, luogo ideale per una pausa ristoratrice.
In compagnia di una coppia ci gustiamo il panorama e un sorso di Amaro del Capo (eh sì… ci siamo portati una bottiglia di amaro per aiutarci nelle fasi più complicate). Il Colletto è il punto più alto del giro e da questo momento inizia la lunga discesa verso il rifugio Curò e Valbondione.

Giro dei Laghi - Colletto Gelt

Giro dei Laghi – Colletto Gelt

Il Lago Gelt, anche se contraddistinto dalla forma a cuore, si chiama così poiché, data la sua posizione, rimane ghiacciato per quasi tutto l’anno (mesi estivi esclusi). Il laghetto è davvero bellissimo ed è una vera perla incastonata nel cuore delle Orobie e della val Seriana. Vi consiglio di trovarvi un posticino comodo fra le rocce vicino alle sue sponde e abbandonarvi alla quiete del paesaggio che vi circonda. Merita davvero!

La discesa riprende verso il Lago Malgina lungo un sentiero panoramico e abbastanza ripido (circa 20-30 minuti dal Lago Gelt). Dopo un’altra mezz’ora, si arriva a un bivio molto vicino al Rifugio Barbellino che riporta sulla strada principale verso il rifugio Curò e Valbondione.

Alla fine, il giro completo è durato circa 7 ore considerando un’ora abbondante di pausa pranzo al Curò e un’altra oretta presso il Lago Gelt. Devo dire che l’ho trovato abbastanza ripido e faticoso, anche se devo ammettere che il mio livello di allenamento era fin troppo scarso in quel periodo. E’ un’escursione che consiglio caldamente a tutti! I laghetti di montagna sono sempre affascinanti e qui se ne trovano ben quattro da costeggiare.
Credo sia fattibile anche in giornata ma, data la lunghezza e il dislivello, ritengo si debba essere molto allenati (e non ci si godrebbe a fondo il paesaggio).

Di ritorno dalla nostra spedizione punitiva, con le articolazioni dolenti e i muscoli affaticati, è tempo di bilanci esistenziali. A questo proposito lascio a voi ogni considerazione, postandovi questa foto emblematica (scattata da Severino Cirillo, uno dei miei compagni di punizione).

Guariti! (?)

Guariti! (?)

Per prenotazioni, ulteriori informazioni e schede tecniche più dettagliate, rimando ai link delle pagine ufficiali dei due rifugi (qui sotti riportati):

Rifugio Curò: http://www.antoniocuro.it/it/
Rifugio Barbellino: http://www.rifugiobarbellino.com/
Giro dei Laghi: http://www.rifugiobarbellino.com/index_file/Page607.htm

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2 Responses

  1. Davide ha detto:

    SI dice che il destino distribuisca i fardelli più pesanti tra gli uomini più valorosi perchè essi solo possono sopportarli.
    Che palle però quel c****o di vassoio XD Grande descrizione e belle foto. Sito molto ben organizzato! Avanti così!

    • Angelo Maglio ha detto:

      Grazie Dave! Si fa quel che si può, ma c’è ancora un sacco di lavoro da fare! Ti attendiamo per un’altra e più pesante spedizione punitiva.
      Spero vi stia andando tutto bene in Nuova Zelanda! Buona continuazione!

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