Mattia Miraglio e il giro del mondo a piedi

Domenica scorsa ho avuto la fortuna di conoscere Mattia Miraglio alla presentazione del suo libro “A passo d’uomo”. Lo ammetto, fino a due ore prima dell’evento non conoscevo il suo nome, ma conoscevo la sua impresa: il giro del mondo a piedi. Ne avevo sentito parlare perché, ad un certo punto, l’eco del suo viaggio è arrivato fino al mio paesello grazie ai prodigi della rete e ad alcune grandi testate giornalistiche (la Gazzetta dello Sport tanto per citarne una). Il nome di Mattia, tuttavia, a differenza della sua impresa non mi è rimasto incastonato nella memoria ed è un gran peccato considerando che le due cose dovrebbero essere legate da un filo indissolubile. Ma questo è un problema mio; forse non avevo prestato la giusta attenzione in quel momento o non ero pronto a recepire il messaggio che scaturiva dall’esperienza che stava vivendo. Alla luce di questo fatto e dopo aver partecipato all’evento sopracitato, mi sono reso conto che dovevo cancellare questa macchia e riempire questa mia lacuna.

Innanzitutto, ho acquistato il suo libro (mi sembrava doveroso). Sarebbe troppo banale parlarvene bene per invogliarvi a comprarlo anche perché, onestamente, devo ancora iniziare a leggerlo. Quello che voglio fare, però, è descrivere le impressioni che ho avuto ascoltando la sua storia e vorrei farlo prima di perdermi nella lettura.

Mattia Miraglio - A passo d'uomo

Mattia Miraglio – A passo d’uomo. Il Giro del mondo a piedi

Mattia Miraglio, se non lo sapete, è un ragazzo Piemontese che nell’aprile del 2014 parte da Savigliano (Cuneo) e in 19 mesi raggiunge l’Australia… A PIEDI… SUPERANDO L’OUTBACK AUSTRALIANO (se non sapete cosa sia cercate su Google e spaventatevi). Se volete ulteriori dettagli su questo viaggio potete:

  • acquistare il libro “A passo d’uomo”;
  • andare sul Blog personale di Mattia;
  • attendere una decina di giorni per una mia recensione del libro.

Nel frattempo, fatevi bastare quello che ho da dirvi su di lui. Non posso dirvi molto, in realtà, poiché non lo conosco personalmente, ma vi posso assicurare che ha saputo stregare chi era presente all’evento. Sembra facile quando hai una storia come questa da raccontare, ma in realtà è molto più difficile di quanto si creda. Si rischia di salire su un piedistallo e di guardare tutti dall’alto verso il basso; si rischia di sembrare un superuomo al cospetto di comuni mortali legati a doppio filo al proprio concetto di vita normale e “giusta”. Bè, non è assolutamente il caso di Mattia che ha saputo raccontare un viaggio epico con estrema umiltà, pronto ad aiutare e ascoltare chiunque, senza imporre per un solo istante il suo pensiero e il suo modo di vivere. Per me, una cosa non da poco.

Devo dire la verità: a differenza di molti presenti in sala, io non sono rimasto completamente stupito, ma solo perché sapevo esattamente cosa aspettarmi dal racconto. Mi conosco e so che il pensiero di Mattia è esattamente come il mio, in tutto e per tutto. Mi rivedevo in tutto quello che diceva riguardo le motivazioni che lo hanno spinto verso questo cambio radicale. Chiaramente c’è una grossa differenza: lui ha saputo intraprendere questo viaggio, io no (e non credo potrei mai farlo). Ma in fin dei conti, nonostante le differenze, siamo tutti uguali e siamo tutti un po’ Mattia: non avete mai sognato almeno per un secondo di poter mollare tutto e girare il mondo? No? Non ci credo…

A presto con la recensione! Supportate Mattia, se lo merita!

 

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